CORPO … AMICO

 

 

Il corpo, il nostro corpo… giovane, vecchio, bello, brutto, giudicato; a volte idolatrato, squalificato, nascosto, esibito, controllato, negato, camuffato, sfruttato…

 

Perché non invece semplicemente un corpo amico?

 

Un amico che nell’intimità ci parla, che vuol dialogare con la mente e lo spirito.

Un amico sincero, un amico saggio che ha condiviso ogni momento della nostra storia.

 

Da “Reinventare il corpo, risvegliare l’anima” di Deepak Chopra, Macro edizioni

L’autore, endocrinologo di fama, è riconosciuto come uno dei maggiori esperti a livello mondiale nel campo della medicina mente-corpo.

 

“ Se vuoi cambiare il tuo corpo, per prima cosa devi cambiare la tua consapevolezza.

La consapevolezza agisce come una forza invisibile, la forza più potente nel vostro corpo… la consapevolezza può trasformare da sola e completamente l’energia del malessere in energia di salute.

Milioni di persone ignorano questo collegamento e sono quindi condannate a lottare contro il loro corpo. Pensate a tutte le dipendenze e ai desideri. A una persona che non riesce a smettere di ingrassare sembra che sia un desiderio fisico che la costringe a mangiare troppo. Invece di un normale appetito, sente una spinta a mangiare, molto più forte. Il fatto è che questo impulso fisico maschera quello che sta avvenendo in realtà: il corpo è intrappolato in un modello distorto di comportamento che è iniziato nella consapevolezza.

… Quando una dipendenza ha scavato un solco profondo è molto più difficile cambiare la reazione abituale… Uno psicologo userebbe la parola ‘condizionamento’ per descrivere questo solco.

...La meditazione è la ricerca di un livello di consapevolezza che non è condizionato. Prende la mente agitata e confusa e la porta a un livello più elevato, stabile e chiaro. Questo processo prende il nome di trascendenza. Innumerevoli tradizioni meditative sono nate in India e in Cina prima di diffondersi in tutto l’Oriente, ma tutte hanno in comune la stessa visione del funzionamento della realtà. La realtà scorre da stati più sottili a stati più grossolani. Prima c’è pace e silenzio, poi ci sono gli oggetti mentali sottili (pensieri, emozioni, sensazioni) e infine gli oggetti solidi e il mondo materiale. Quando meditiamo, per così dire, risaliamo la corrente.”

 

Uno studio recente ha dimostrato che le persone che cambiano in modo significativo il loro stile di vita (mangiando meglio, facendo più esercizio fisico o praticando la meditazione) inducono dei cambiamenti che influiscono su circa 500 geni. Questi cambiamenti sostengono a loro volta il nuovo stile di vita, anche iniziato soltanto da poche settimane! … Quello che è cambiato è che abbiamo capito che i geni influiscono su di noi solo se vengono attivati; se non lo sono, non hanno nessun effetto … Un gene può attivarsi e disattivarsi in dipendenza dal comportamento e dalle esperienze della persona. … Siete nati con alcune predisposizioni che determinano il modello del vostro corpo, ma iniettandovi i vostri desideri, abitudini e intenzioni, una caratteristica fissa si rivela invece molto malleabile: un manciata di desideri è sufficiente per influenzare il DNA. E’ davvero un’ironia che proprio le due cose che la medicina riteneva immutabili, il cervello e il DNA, si rivelino invece la chiave per reinventare il corpo.

 

… scollegarvi dal vostro corpo, è il danno più grave che potete procurarvi… ritirare la vostra attenzione dal corpo, giudicarlo in modo negativo e ignorarne i segnali… In dipendenza dal vostro livello di scollegamento, il vostro corpo vi invierà delle reazioni sempre più gravi: assenza di piacere, vitalità ridotta, disagio, insensibilità e dolore.

 

… Il corpo non può ingannare se stesso, come fa invece la mente. Non ha accesso alla negazione. Paura e rabbia sono le sue reazioni alle minacce. Quando nel vostro corpo sentite una di queste due emozioni, una forza esterna sta premendo contro i vostri confini.

La paura è fisicamente debilitante, e quando diventa terrore vi paralizza. La paura si manifesta come un blocco allo stomaco, crampi, irrigidimento, il sangue che defluisce dalla testa, stordimento, improvvisa perdita di forze, oppressione al petto.

Con la rabbia la pelle si arrossa, i muscoli si tendono, e la mascella si serra; il respiro diventa rapido e irregolare, oppure molto rumoroso; il battito cardiaco accelera e le orecchie pulsano.

...L’umiliazione è simile alla paura per il senso di debolezza che provoca, ma in questo caso il corpo non si ‘congela’. Le gote si arrossano e il calore della pelle aumenta. Vi contraete e vi sentite più piccoli. La paura vi spinge a scappare, nell’umiliazione vorreste scomparire. L’umiliazione rimane nel corpo e qualunque ricordo di episodi anche minimi del passato può farla scattare… il corpo è sentito come debole e incapace.

… Il senso di colpa è un’emozione che rende senza pace, simile alla sensazione di essere intrappolati e cercare disperatamente di scappare. Vi sentite chiusi, soffocati, e il respiro è contratto. Il petto è teso come se volesse esplodere per liberare una colpa imprigionata nel corpo, il senso di colpa vi rode, e il corpo lo registra come una pressione cronica sul cuore.

… La vergogna è un’altra emozione ‘calda’, le guance si arrossano e il calore della pelle aumenta. Ma è anche accompagnata da un senso di intorpidimento che può farvi sentire irrigiditi e svuotati. Come l’umiliazione anche la vergogna vi fa sentire più piccoli, vi rattrappite e vorreste scomparire.

… L’ansia è una paura cronica, un’emozione che indebolisce il corpo. … Il corpo può essere spossato o estremamente agitato, anche se sembrano opposti.

… L’arroganza è rabbia mascherata, come l’ostilità, e può essere cronica… ma l’arroganza seppellisce la rabbia molto più in profondità dell’ostilità, così in profondità che la rabbia, che in genere è un’emozione calda, diventa fredda. Repressi e controllati, gli arroganti non esplodono, ma dispensano una dose misurata di gelida rabbia contraddistinta da mascelle serrate, sguardo gelido e rigide espressioni del viso.

 

...Ringraziate anche il corpo per la sua sincerità. Il vostro corpo ha continuato a lasciare che la vostra anima splendesse anche quando la vostra mente si opponeva. Vi state collegando al vostro corpo, e qualunque collegamento, per quanto piccolo, vi avvicina di più all’anima…

 

Pensate a queste esperienze quotidiane: provate un’improvvisa fitta di dolore, vedete i segni dell’età… notate un calo di energia, non vi sentite a vostro agio nella vostra pelle… Ci sono due modi per relazionarsi a queste esperienze. Potete staccarvi dalle sensazioni fisiche e considerarvi separati da esse, oppure sentire che le sensazioni fisiche sono messaggi consapevoli che una parte di voi stessi manda alle altre. La prima reazione è la più facile e la più comune. C’è un senso di falsa sicurezza nell’ignorare i segnali che ci manda il corpo. Ci sembra di poter scegliere in prima persona se prenderli sul serio, quando e dove mettere attenzione. In realtà, quello che state facendo è rifiutare il vostro corpo. La vera sicurezza sta nel relazionarvi al corpo in modo altrettanto cosciente di come vi relazionate a voi stessi. Allora disagio e dolore acquistano un significato diversi: non sono più messaggi pericolosi da cui fuggire. Ma messaggi a cui dovete dare una risposta.

 

… Relazionarsi al corpo richiede le stesse attitudini di base che servono per qualunque relazione intima… questi atteggiamenti sono: fiducia, considerazione, onestà, collaborazione reciproca, apprezzamento amorevole.

 

Fiducia… La maggior parte delle persone non ha tanta fiducia nel corpo. Anticipa i momenti in cui proveranno di nuovo dolori fisici o i mali della vecchiaia. Se siete sempre in attesa di quello che può andar male nel corpo vi state relazionando in base alla sfiducia: l’opposto di quello di cui il corpo ha bisogno per esistere.

 

Considerazione. Il vostro corpo non vi chiede considerazione, ma vi ricompenserà ampiamente se gliela dimostrate. Un gesto di considerazione per il corpo è evitare le situazioni stressanti… Altri gesti di considerazione sono il riposo e i ritmi quotidiani regolari.

 

Onestà... Guardate il vostro corpo e vorreste che corrispondesse al vostro desiderio di apparire belli agli occhi degli altri. Molti passano migliaia di ore in palestra, non per la salute del corpo ma per soddisfare un ego-ideale di bellezza, forza, vanità e sicurezza e per corrispondere alle aspettative di qualcun altro… Ora pensate al vostro corpo come ad una persona che è altrettanto intimamente legata a voi… La denigrate per non corrispondere all’immagine della super modella, al peso ideale, di non avere bicipiti sviluppati o di non avere abbastanza seno? Il fatto che invecchi, la rende meno preziosa ai vostri occhi?

 

Collaborazione reciproca… In paragone alle altre relazioni intime il vostro corpo vi chiede solo una minima parte di quello che è disposto a darvi in cambio… Se volete collaborare davvero con il vostro corpo basta un minimo d’attenzione alla giusta alimentazione, all’esercizio fisico e al riposo: tutte cose che gli date volentieri perché volete che il vostro bravo dipendente sia felice al lavoro.

 

Apprezzamento amorevole… Molte persone… considerano il loro corpo come un vecchio modello di automobile che causa sempre più problemi e richiede sempre più riparazioni con il passare degli anni. Questo è uno scollegamento serio… Il vostro corpo vi servirà e farà il vostro interesse per tutta la vita, quindi è un atto di giustizia apprezzarlo per i suoi servigi e, possibilmente, apprezzarlo dimostrandogli affetto.”