DESIDERIO SESSUALE FEMMINILE DESIDERIO SESSUALE MASCHILE

 

 

Da “Ritratti del desiderio” di Massimo Recalcati, ed. Raffaello Cortina

“Per il desidero sessuale dell’uomo, il corpo della donna si frammenta in tanti piccoli oggetti… una ciocca di capelli, una gamba dondolante, il seno tra le braccia incrociate, il contorno delle labbra… quello che Lacan ha sottolineato è che il desiderio sessuale maschile risponde a una struttura di tipo feticistico, nel senso che questo desiderio non può fare a meno della presenza del ‘pezzo’, come ciò che causa il desiderio sessuale… . Certo, solitamente gli uomini non hanno una grande fantasia e i pezzi tendono a essere sempre quelli…ma non sempre.

Se il desiderio maschile e il suo godimento sono governati da un fantasma feticistico,… quello femminile… non è affatto centrato sulla virtù feticistica del ‘pezzo’, ma gravita attorno alla domanda d’amore. Al posto del pezzo, al centro del discorso femminile, è la parola, la frase, la lettera d’amore. … Per una donna ci vogliono le parole d’amore, quelle parole che talvolta la brutalità acefala del godimento fallico tende a ritenere superflue… la domanda d’amore è sempre domanda sulla mancanza: ‘Ti sono mancato?’, perché non si appaga di oggetti, di pezzi, di dettagli del corpo, ma solo di segni, di lettere, di parole d’amore.

… Diversamente dalle donne… gli uomini sembrano invece, come direbbe Lacan, ‘ingombrati’ dalla presenza del fallo. Questa presenza li vincola all’incubo dell’avere. Inizia da bambini con la verifica del proprio strumento e delle sue capacità prestazionali. Prosegue nella comparazione tra adulti della propria facoltà fallica ( denaro, successo, proprietà, talenti, donne). Come se il problema restasse sempre quello : ‘ Chi la fa più lontano?’. … Per provare a intendere almeno un po' cosa vuole una donna, un uomo è obbligato ad allentare il proprio attaccamento narcisistico al fallo…

Nel desiderio amoroso di una donna si manifesta la capacità, piena di grazia, di associare il nome al corpo, o, se si preferisce, di fare del nome un corpo. … Cosa voglio dire? Vuol dire che nel desiderio amoroso… quando io pronuncio il nome di chi amo, quando pronuncio il nome di ‘Valentina’, quel nome mi appare già come un corpo, ovvero porta con sé una soddisfazione erotica, non ancora nel corpo, ma già nel nome, proprio nel nome, nel significante del nome proprio! Non è forse questo il miracolo dell’amore? … perché il nome, diversamente dal ‘pezzo’, non si dà come un oggetto seriale, non può essere rimpiazzato con un oggetto seriale. Anzi, se c’è una possibile definizione dell’amore sarebbe proprio quella di rendere l’Altro insostituibile...”

 

Bassi e Zamburlin in “L’intimità nel rapporto di coppia” ed. Paoline

 

“L’arte della seduzione è più femminile che maschile, è falsa la credenza che ritiene l’uomo attivo e la donna passiva. Oltre tutto molti uomini sono ben contenti di essere sedotti, perché anche essi hanno il desiderio di essere passivi, il desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. Questo avviene perchè all’uomo si richiede molto attivismo nell’ambito economico, ecco che nell’ambito privato desidera maggiore passività. Tutti, comunque, oltre che desiderare, desideriamo essere desiderati. … Il desiderio e l’espressione della sessualità sono in relazione a fattori interni ed esterni: dalla salute fisica, dallo sviluppo psico sessuale, dall’espressione dei sentimenti, dalla comunicazione nella coppia, dalla comunione spirituale. L’uomo e la donna, da questo punto di vista, sono diversi: hanno sensibilità, desideri e fantasie diverse.

L’uomo, in genere, è più reattivo alla vista; la donna, invece, alla parola e al tatto. … Schematizzando un po’, all’uomo basta un corpo, la donna vuole una persona. … Con tutte queste diversità, il fare l’amore bene può solo essere un’arte che si realizza con l’impegno di entrambi e che può dare risultati ottimali anche dopo anni. L’immagine dei mass media che va bene fin dall’inizio e tende a decadere con il tempo, va capovolta completamente: all’inizio ci sono difficoltà che vengono parzialmente compensate dalla quantità; con il tempo diminuisce la quantità e migliora la qualità, l’intensità e la profondità, ovviamente se il rapporto si approfondisce…

Dopo l’orgasmo il corpo e l’anima sono uniti, c’è un senso di benessere e di rilassamento. Anche in questo momento, a volte, i comportamenti dell’uomo e della donna sono diversi. Molti uomini, invece di stare lì piacevolmente e teneramente abbracciati ad assaporar l’orgasmo dicendo parole dolci (non giudizi sulla prestazione)… si addormentano (se va bene a entrambi non è negativo) o… si isolano. La maggior parte della donne vogliono lasciarsi andare a questo momento simbiotico, rimanere nella magia del momento, essere in sintonia, prolungare le affettuosità. Il buon ricordo della fase post- orgasmica rende disponibili al prossimo rapporto sessuale.”

 

Da “Tantra” di Elmar e Michaela Zadra, ed. Oscar Mondadori

“ La donna ha una tendenza a vivere la sessualità in una maggior connessione con la propria psiche, e ogni suo stato d’animo si riflette istantaneamente nel suo benessere corporeo; l’uomo, invece, tende a vivere la propria sessualità isolandosi molto di più dei propri processi intrapsichici e relazionali, e perciò la sua sessualità si esplica in modo più istintivo e automatico. Il vantaggio di ciò è che ‘l’uomo può farlo anche senza un grande feeling’; lo svantaggio è che il sesso può allontanarsi sempre più dal suo nucleo profondo, fino a che la curva sessuale perde ogni connessione con il suo andamento energetico, e tutto il sistema corpo-mente comincia a crollare. A questo punto, di solito, l’uomo non capisce più nulla, si spaventa e va in crisi. La percentuale di uomini che soffrono di impotenza o di eiaculazione precoce è più alta di quel che si pensi”.


Da “Maschio amante felice” di Caludio Risé, ed. Frassinelli

“Per tutti, più o meno, il proprio corpo… è oggi confuso con una specie di corpo ideale, collettivo. Il corpo dei media, che ti dicono come devi essere, come devi sorridere, come devi vestirti e così via. Il rischio che corre oggi l’uomo nel rapporto d’amore è quello di dover amare un’immagine artificiale (dell’altro/a) servendosi di un’altra immagine artificiale, che è poi il suo proprio corpo. Per migliorare le cose, si tratta dunque di dare valore al proprio corpo e a quello dell’altra/o così com’è. …

la sensualità è un modo di essere, non si può pretendere di diventare sensuali a letto e di non esserlo a tavola, in macchina e per quanto è possibile, anche in ufficio.”

 

Cioè avere un approccio alla vita che dia spazio e attenzione al piacere, alla corporeità, alle sensazioni e alle emozioni, in una parola all’ascolto di sé e dell’altro consapevole e presente e non prevalentemente dominato dal giudizio, dal dover essere e dai vari condizionamenti, sociali e personali.

 

“La relazione felice è una relazione ben appoggiata sui cinque sensi. Sono proprio loro infatti a tenerla collegata con la realtà, ad impedire che diventi infatuazione, vagheggiamento, fantasia, fantasma.”

… “ rito fondamentale delle corti d’amore a cui il cavaliere doveva sottoporsi per provare di essere un amante valente era quello dell’asag, o ‘essai’= prova. Durante questo rito, l’amante e la donna amata dovevano dormire tre notti di seguito insieme, nudi, senza avere un rapporto sessuale. … Il senso di quest’esperienza è l’affinamento della capacità di sentire l’altro, di percepirlo emotivamente e sensorialmente, sviluppando al massimo la propria energia, la propria libido, senza tuttavia scaricarla. …. l’asag o prova, è in fondo il rito di fondazione dell’intimità tra uomo e donna.”

 

Si può riflettere su questo tema relativamente alla tendenza di consumare rapidamente rapporti sessuali senza approfondimento della relazione, e che altrettanto rapidamente risultano sfuggenti e insoddisfacenti. Il ‘dogma’ della libertà sessuale va verificato alla luce della soddisfazione e felicità personale a lungo termine. Senza poter dare ascolto alle aspettative di reale intimità, implicite ma spesso censurate, il ‘tutto e subito’ sovente si trasforma in ‘poco e forse’.

 

“In realtà, nell’incontro tra un uomo e una donna, sono i due principi primordiali, il maschile e il femminile, che vengono attivati, messi in campo. Naturalmente la loro forza e la loro intensità sarà tanto maggiore quando i due amanti saranno consapevoli di non essere soli, nel letto, o dove si trovano, ma di essere in qualche modo sostenuti da queste due forze, il cui incontro ha provocato e accompagnato la storia del mondo e che sta per accompagnare anche la loro, anche il loro rapporto.

Da questo punto di vista ogni rapporto comincia tra due persone e tende a finire fuori di loro, nel cosmo, tende a sprigionare energie che in qualche modo modificano, influenzano la realtà, come avviene con la preghiera o la meditazione profonda.”