DESIDERIO SESSUALE

 

Massimo Recalcati in “Ritratti del desiderio” ed. Raffaello Cortina.

“Il desiderio sessuale non è mai la manifestazione di un istinto naturale, ma mostra il carattere tutto culturale, artificiale… della sessualità umana.… Non c’è a rigore alcun desiderio sessuale nel mondo animale, ma solo un istinto dotato di una costanza e di un sapere naturale ereditato filogeneticamente, che la pulsione non possiede affatto. Nell’animale non c’è alcuna forma di erotismo, né di perversione. Nessuna mucca osserva con particolare slancio la corna del toro, nessun cavallo adora la chioma bionda di una cavalla, nessun gatto contempla il battito di ciglia di una gatta. Il corpo animale… è un corpo totalmente asservito alle esigenze della riproduzione della specie e determinato dalla necessità della propria autoconservazione.”

La sessualità umana “… esprime una volontà di godimento che non tiene conto di nulla se non della possibilità della sua realizzazione… non risponde affatto alle leggi che governano l’istinto naturale ma alla moltitudine di sollecitazioni culturali che hanno fabbricato il corpo sessuale e che lo orientano in una vera e propria, come scrive il poeta, ‘ foresta di simboli’. … E’ il grande insegnamento che Lacan riceve dalla lezione dell’antropologia strutturalista di Lévi-Strauss: la Cultura esercita un primato sulla Natura”.

 

Giorgio Nardone e Matteo Rampini in “La mente contro la natura” ed. Ponte alle Grazie.

“Mente e natura, all’apparenza, dovrebbero spontaneamente armonizzarsi costituendo un sano equilibrio psicobiologico. Purtroppo così non è. L’evoluzione dell’uomo, connotata dallo sviluppo straordinario delle sue capacità mentali, insieme a tutti i benefici di tale processo di conoscenza e gestione della realtà, ha condotto, come effetto collaterale, all’emergere frequente di contrasti, piuttosto che di armonie, tra mente e natura.

...Ma ci si può chiedere se, facendo del sesso un nuovo paradiso da rincorrere, non si sia incappati in una variante del paradosso ‘sii felice’. … Quando il sesso era considerato un inferno le proibizioni lo rendevano per molti versi più piacevole; quando lo si è considerato un paradiso da dover raggiungere a tutti i costi questo obbligo ha assunto per molte persone caratteristiche assai poco paradisiache.

… La stessa educazione sessuale… viene assimilata agli insegnamenti tradizionali, impartiti sotto forma di pedantesche lezioni confezionate su un’idea soltanto teorica di scolaro o studente, e senza tenere in considerazione gli aspetti individuali dei singoli.

… se l’individuo vuole procurarsi il piacere prescindendo dalla sua componente istintiva, si colloca nel paradosso del ‘sii spontaneo’… L’interferenza della volontà con la spontaneità è sempre deleteria: in campo sessuale, molti disturbi derivano dai tentativi fatti dall’individuo per sperimentare sensazioni che, misteriosamente, sfuggono proprio perché le si insegue”.

 

Ma se è la mente ad ospitare quella “foresta di simboli” che caratterizzano la sessualità umana, possiamo “usare” la mente a vantaggio della sessualità e non “essere usati” dalla mente obbedendo a finalità e modalità repressive o compulsive, patologiche che soffocano, anestetizzano il desiderio.

 

E’ la risorsa, ad esempio, dell’immaginario erotico ma, come dicono Gianni Bassi e Rossana Zamburlin in “L’intimità nel rapporto di coppia” ed. Paoline, “… Proprio per non vivere parti di sé separate dal mondo del partner e per sviluppare il piacere reciproco queste fantasie vanno condivise, non per imporle, ma per aumentare il livello di profondità e della gioia della relazione. Se sono ‘lecite’ vanno dette e possibilmente attuate, se si ritiene che siano ‘ perverse o violente’, vanno analizzate per scoprirne il significato simbolico, per utilizzare la carica erotica a beneficio dell’amore.”.

 

La presentazione di Claudio Risé al libro “Tantra” di Ashley Thirleby, ed. Lyra Libri, conferma tale concetto.

“ La sede del piacere (ma possiamo anche leggere del desiderio), … non è in un punto specifico del corpo, ma nella mente. Lavorare sul corpo significa dunque, in questa prospettiva, adoperarsi per ritrovare nella mente la consapevolezza del proprio desiderio sessuale e la forza e la concentrazione necessarie per viverlo nel migliore dei modi”.

Risé, inoltre, valorizza l’apporto delle pratiche tantriche ed evidenzia la diversità tra la sessuologia tantrica e quella occidentale.

“ Possiamo quindi chiederci in che cosa consista la specificità delle pratiche tantriche rispetto alle tecniche proposte in Occidente.

La prima, e più profonda, mi sembra essere la concezione, comune a tutta la filosofia orientale secondo la quale ‘ maschio e femmina sono una cosa sola’ o meglio sono aspetti diversi della realtà il cui compito e destino è quello di ricongiungersi per fare nuovamente ‘l’esperienza della totalità che li rende uno’… mentre la sessuologia occidentale ricerca l’unione uomo-donna ‘perché fa bene’ o ‘per vivere una vita equilibrata e felice’ “.

 

Ancora Gianni Bassi e Rossana Zamburlin op. cit. : “ Per il Tantra, che letteralmente significa trasmissione, concomitanza sincronica, e che ha come scopo di riequilibrare le energie individuali in rapporto alle forze universali, il piacere sia fisico che psichico della coppia è considerato una via per raggiungere l’unione con le forze cosmiche.

Il corpo, in questa dottrina, diventa un tempio, un veicolo per raggiungere la spiritualità, trasformandosi in un’emanazione divina che conduce alla comunicazione con l’universo.

La sessualità nel Tantra diventa energia spirituale, una forma di meditazione che conduce l’uomo e la donna verso la conoscenza e la consapevolezza, e quindi a essere in comunione con Dio. Questa disciplina ha sempre cercato di raggiungere il piacere risvegliando le energie vitali dell’uomo e della donna, sbloccando le tensioni e le paure personali, aiutando così a vivere la sessualità con pienezza e abbandono, non dividendo il corpo dallo spirito.”

 

Elmar e Michaela Zadra in “Tantra”, ed. Oscar Mondadori, ci ricordano che “Tantra, in sanscrito, significa ‘tecnica per ampliare la coscienza’.

Le origini del Tantra risalgono al 2000 a.c. circa, quando gli Harappei popolarono la valle degli Indù… la società degli Harappei era di tipo matriarcale… nelle società matriarcali anche la religione era un’esperienza viva, in cui l’incontro con il divino non era legato a un sistema di dogmi e credenze, ma veniva sperimentato personalmente. Perciò la loro religione è strettamente connessa col corpo, con il piacere e la sessualità. Nelle religioni delle società patriarcali il divino è lontano… non è vissuto all’interno della coscienza individuale e perciò nasce l’esigenza di riempire questo spazio incolmabile tra l’uomo e il divino con credenze, rituali e intermediari ( i sacerdoti) che fanno da ponte fra la terra e il cielo.”

 

Raffaele Morelli in “Il sesso è amore”, Oscar Mondadori, pone l’accento sul legame tra anima, eros, sessualità e amore.

“ In realtà facciamo l’amore non perché ci piace qualcuno, ma semplicemente perché l’amore è sceso in campo e si è scelto qualcuno adatto a noi, pronto a far vibrare la nostra anima, ad accenderla per portarci verso la nostra fioritura.

… Ci innamoriamo per curarci, per guarirci, per evolvere, non per attaccarci a qualcuno.

… Nell’attrazione erotica che l’anima ci procura, nella scelta di un partner, sta cercando di riempirsi di desiderio, che è la sostanza più potente che lei possiede.

… L’anima vuole amare a modo suo e la solitudine che ci regala, se non viene sommersa da lamenti e rancori, prepara l’amore che verrà.

… Il peccato, al di là di quello che dicono i benpensanti e i moralisti, non è desiderare, ma attaccarsi agli oggetti. ‘ Non siamo mai tanto lontano dai nostri desideri’ scriveva Goethe ‘come quando ci immaginiamo di possedere la cosa desiderata’.

... L’eros produce creatività, gioia di vivere, piacere ed è quindi, per chi lo vive, la forza che prepara alla Saggezza. Occorre diffidare fortemente degli uomini e delle donne che hanno bandito l’eros dalla loro esistenza.”.