COME AFFRONTARE SENSI DI COLPA E DI INADEGUATEZZA

Nella storia personale sono pochi i soggetti che, prima o poi, non incontrano tali ostacoli alla pace interiore e alla realizzazione di sé.

 

Nessuno ha la garanzia di una totale e duratura immunità; sono agguati che all'origine ci investono come figli, studenti e successivamente adulti, genitori, in tutti gli ambiti della vita: relazionale, lavorativa, sociale.

 

A motivo della frustrazione, angoscia, tristezza, dolore che causano, unite spesso al vissuto di impotenza a uscire dal “tunnel”, si instaurano, volontariamente o involontariamente, nella persona meccanismi difensivi nel tentativo di alleviare il malessere.

 

C'è chi cerca di rimuovere, negare, comportarsi come se il problema non esistesse col rischio di vivere alla superficie di sé, dell'esistenza, al prezzo della sensazione di solitudine e di dipendenza per il proprio benessere da altro o altri.

 

Altri sfogano la loro infelicità con atteggiamenti aggressivi e persecutori verso altre persone che in qualche modo rispecchiano la loro stessa fragilità e problematicità.

 

C'è chi vive sensi di colpa e inadeguatezza come costitutivi della propria identità, “io sono così”, e non riescono a viversi, sentirsi in altro modo se non, di fondo, colpevoli e/o falliti. E poiché tali vissuti sono fortemente depressivi e autolesionistici, come ulteriori difese ricadono, spesso senza esserne consapevoli, nel ruolo della vittima e del giudice che colpevolizza e condanna.

 

Altri ancora si identificano a tal punto nei vissuti di colpa e inadeguatezza da sentire emotivamente il proprio essere come un qualcosa da cancellare, in una parola la vergogna allaga l'esistenza.

Per non soccombere, rassegnarsi, cercano – un atto di intelligenza finalizzata alla sopravvivenza psicologica – di diventare “altro, qualcun altro”.

Lottano per raggiungere un ideale di uomo/donna apprezzato/a ammirato/a, per diventare una persona “ideale”.

Rinnegano, mortificano se stessi, con massicce dosi di controllo e autocontrollo, per un'ideale di perfezione e così si condannano ad un perfezionismo che li porta inesorabilmente sempre più lontani, distanti da se stessi.

 

Assecondare i sensi di colpa e inadeguatezza comporta “non esserci”, cioè non vivere pienamente il momento presente, non muoversi in sintonia con il ritmo della vita. Si è”fuori tempo”, cioè spesso rivolti al passato con rimpianti e vittimismo, o al futuro, con attese, illusioni e pretese “se… allora...”; il se comporta il dovere, lo sforzo nel presente per diventare domani diversi da quello che si è ora.

 

Il presente è quindi ridotto ad un mezzo per raggiungere la felicità futura, la perfezione; non si gode del presente per quello che realmente è, non si è “connessi” con sé, gli altri, la natura, l'universo.

 

Non si assapora la pace interiore, la riconoscenza di essere vivi qui ed ora.

 

Per affrontare efficacemente sensi di colpa e di inadeguatezza proponiamo i seguenti passi:

 

A) Contattare il corpo-mente (click sul titolo per essere portato all'articolo)

 

B) Consapevolezza dell'intento (click sul titolo per essere portato all'articolo)

 

C) La psicoterapia (click sul titolo per essere portato all'articolo)

 

D) La spiritualità (click sul titolo per essere portato all'articolo)