Innamorarsi

 

L'innamoramento è una situazione esistenziale particolarmente ricca dal punto di vista emotivo, è uno stato in cui si ha un coinvolgimento completo della persona nella relazione con l'altro, in cui si vive intensamente sia la realtà interiore, il mondo dei sentimenti, di ciò che siamo più intimamente, le nostre aspettative, fantasie, sia il rapporto con l'altro che diventa il perno attorno a cui ruota l'investimento affettivo.

 

E' la fase della scoperta e della strutturazione del rapporto: è quindi anche una fase di "fatica " in cui la spinta verso l'altro/a porta a confrontare, mettere in comune, adattare il proprio modo di vedere la realtà e se stessi in relazione al nuovo rapporto.

 

In tale periodo si "ridà" significato al mondo alla luce della nuova realtà affettiva che si sta creando e delle esigenze che la formazione della nuova coppia genera.

 

Si sperimenta con stupore il rinnovarsi dell'amore, una nuova realizzazione del desiderio di appagamento affettivo inscritto nel profondo di ognuno come aspirazione, memoria di un rapporto di amore, di accettazione di sè profonda sperimentata nel grembo materno e nel lontano passato dell'infanzia.

 

La sensazione di essere " perfetti " per qualcuno è simile a quella che il bambino prova nei primi momenti della vita quando è accudito, amato, compreso dai genitori: grazie a questo amore può, essere se stesso, sentendo di essere accettato.

 

Si vive quindi il rapporto con passione intesa come l'essere presenti globalmente, totalmente in una situazione.

 

Colui che è appassionato è curioso, instancabile, desideroso di approfondire la conoscenza dell'oggetto del proprio interesse. Mantiene tuttavia il senso della realtà e sa sorridere e ironizzare riconoscendo e accettando i limiti propri e altrui.

 

L'intesa, la risonanza emotiva che due persone percepiscono è la molla che spinge ad approfondire la conoscenza, a iniziare una relazione d'amore, un rapporto che va integrato dalla stima e dalla fiducia.

 

Essere sulla stessa lunghezza d'onda, avere la sensazione di conoscersi da tempo, di poter comunicare la proprie emozioni ed essere se stessi con l'altro senza barriere e senza per questo confondersi con lui/lei, è la base della fiducia su cui costruire, giorno per giorno, il rapporto.

 

Innamorarsi non significa diventare ciechi e un po' tonti, ma, al contrario, aprire gli occhi, diventare acuti rispetto all'amato/a e capire chi è veramente, cogliere il meglio di lui/lei, entrare in contatto con il suo essere al di là di ciò che può sembrare, oltre lo schermo delle sue difese.

 

La bellezza o prestanza fisica, l'attrattiva sessuale, il buon carattere, la posizione sociale che avevano fatto da richiamo, ora, pur continuando ad avere validità, passano in secondo piano rispetto al suo essere.

 

Quando avviene l'incontro tra due "essere", anche la storia precedente di ciascuno è rivisitata al calore del nuovo amore, e la vergogna di aspetti di sè, la colpa per eventuali errori commessi, i rancori vengono pacificati; viene più facile perdonare e perdonarsi, più spontaneo essere grati, riconoscenti.

Stare vicini, toccarsi, abbracciarsi, accarezzarsi, massaggiarsi, fare l'amore sono modalità importanti per esprimere i sentimenti, per non censurarsi; è altresì necessario che ciò non si limiti ai primi tempi, ma sia una costante negli anni.

 

Tramite il dialogo quotidiano, la comunicazione delle emozioni, dei sentimenti, affrontando anche eventuali conflitti con chiarezza, i due realizzano l'integrazione e l'identità di coppia.

 

Anche la rabbia esplicitata nei conflitti è positiva perchè questi possono essere elaborati e così liberare nuove energie. Tuttavia frequenti e aspri conflitti segnalano che la coppia è alla ricerca di un nuovo equilibrio che non è attualmente in grado di creare. I conflitti danno voce a una richiesta di aiuto per superare le interferenze che ostacolano il libero fluire del sentimento.

 

Il rapporto d'amore mette in grado i due partner di essere se stessi al meglio, stimola la creatività, la decisionalità e l'operatività.

 

L'atto sessuale diventa l'espressione intima di sè e del bisogno di amare e di vedere questo bisogno di amore accettato e ricambiato. La sessualità allora in tutte le sue manifestazioni è una modalità che apre alla coppia che si ama una sempre più profonda e rinnovata comunicazione, fonte di energia e benessere.

 

L'amore sessuale non si manifesta solo nel coito. Gli organi di senso, il tatto, l'olfatto, il gusto, l'udito, la vista sono utilizzati nella comunicazione di amore. Guardarsi significa entrare in contatto, con lo sguardo si comunica il proprio stato emotivo, si parla infatti di "occhi specchio dell'anima”, “amore a prima vista”, “mangiare o spogliare con gli occhi”, “intendersi con un'occhiata". Queste frasi danno l'idea di una comunicazione profonda, immediata, ma anche complessa.

 

Da queste sensazioni e impressioni nasce il dialogo, la verbalizzazione di quanto si prova. Il dire quello che si prova è importante soprattutto nei momenti, nelle fasi della vita in cui la routine, le fatiche della quotidianità, eventuali incomprensioni reciproche possono generare sensazioni di stagnazione e spingere a ricercare “compensazioni” all'esterno della coppia.

 

Ciò che ad uno sembra evidente non necessariamente lo è per l'altro. La comunicazione dei vissuti, dei bisogni, delle aspettative è necessaria per costruire l'identità di coppia. Non si può attendere che l'altro capisca tutto solo perchè ci ama: è una fantasia e una proiezione sul partner dell'immagine infantile della madre buona che soddisfa ogni bisogno senza alcuna richiesta.

 

L'uso frequente di comunicare, nelle varie fasi del rapporto, prevalentemente tramite i messaggi via cellulare, spesso è fonte di fraintendimenti e di una limitazione nella complessità e profondità della comunicazione tra i due, ma anche con se stessi.

 

Ogni frase, emoticon o abbreviazione giunge sì immediata, tuttavia spesso è più fonte di interrogativi e dubbi, nonchè di attribuzioni; il “tvb”, “ti penso”, “sei una persona speciale” del mittente ha lo stesso valore, per il/la ricevente?

Quante fantasie, sfumature, aspettative restano sconosciute ad entrambi?

Tutto ciò rischia di mantenere superficialità e immaturità nella relazione, indipendentemente dall'età anagrafica dei due.

 

L'abitudine a questo tipo di comunicazione, funzionale ai ritmi serrati dell'organizzazione sociale, illude sulla qualità dei rapporti, che necessitano invece di presenza, condivisione e anche tempi di riflessione, ascolto di sé e dell'altro, tenendo conto che è nella relazione vissuta con l'altro/a che si conosce se stessi e si cresce.

 

L'ascolto dell'altro significa accoglienza. C'è il piacere di ascoltare: la voce, l'intonazione, il tono, le pause, comunicano in modo potente le emozioni. L'ascolto richiede “presenza”, cioè essere “qui ed ora”, totalmente. La domanda del partner “Dove sei?” sottintende “con la testa, con il cuore”, segnala che l'attenzione è superficiale o altrove. E' allora utile chiedersi, invece di recriminare, “dov'è la mia attenzione?”

 

Toccare, accarezzare la pelle del partner significa esplorare, scoprire i confini, le reazioni, suscitare piacere, eccitazione, calore, tenerezza, rassicurare, confortare.

L'olfatto permette il riconoscimento dell'odore dell'altro. Gli odori sono vettori di messaggi di attrazione e di ripulsa. Ogni corpo ha il proprio odore caratteristico che è anche espressione dello stato psicofisico del momento.

L'uso della bocca, della lingua sono un modo di entrare più in intimità con il partner, richiama l'innata modalità dell'infante di incorporare e conoscere mettendo in bocca. Il bacio richiama la fantasia di introiettare l'altro, di assimilarlo, farlo diventare parte di sè.

 

E' grazie all'innamoramento che il figlio conclude il processo di uscita dal nido della famiglia di origine e “vola”, con riconoscenza, verso nuove dimensioni.

 

Sicuramente la coppia è una modalità relazionale che offre molte possibilità di realizzazione personale e di felicità.

 

Tuttavia è bene anche non caricarla di aspettative eccessive, come ultima e definitiva possibilità di felicita; non esiste persona al mondo che possa soddisfare completamente un'altra, che non mostri i propri limiti, che non sbagli, o che non risulti, in qualche situazione, deludente.

 

I motivi di insoddisfazione nelle relazioni sono dovuti anche alla negazione o al non riconoscimento dei bisogni di grandezza, di esclusività di amore assoluto, di bellezza, di “senza fine”, in una parola, di spiritualità che ognuno alberga in sé.

 

E pretendere da un altro che faccia la parte di un “dio” è un po' eccessivo e ingiusto!