Vivo la coppia se…                                                                 
di Giovanni Re
 

                                                                                                         

…- guardando il partner negli occhi-

   Vivo la coppia se ti ascolto, se mi sintonizzo sulla tua frequenza emotiva e accolgo l’autenticità delle tue parole, quello che vuoi veramente dirmi al di là del tono e della forma;
se non rifiuto, appellandomi alla “lesa maestà”, all’ “onore ferito”, al dolore incompreso della vittima;
se, lasciate decantare rabbia e vendetta, riconosco la lama tagliente della verità e ti dico “grazie”.



Vivo la coppia se trovo il tempo per osservarti con occhi limpidi, senza la distorsione delle mie aspettative e dei miei giudizi; quella limpidezza che mi fa scorgere la tua vitalità, il tuo amore naturale per la vita di cui ti sono riconoscente.

Vivo la coppia se mi concedo di toccarti, di abbracciarti, di accarezzarti, di unirmi sessualmente a te senza le difese all’intimità che mi imprigionano in un ruolo;
se mi lascio trasportare dal piacere del tuo corpo in quella terra, sconosciuta al controllo dove non c’è necessità di nominare, definire e spiegare.

Vivo la coppia se rinuncio alle sterili rivendicazioni del/la bambino/a a cui “è dovuto…”: “avresti dovuto…”, “mi aspettavo che tu…”,  “non l’hai ancora capito…”, “quando ti deciderai a…”;
se mi accorgo, e sono riconoscente, per la quotidianità del tuo agire;
se collaboro alle necessità domestiche;
se corrispondo ai bisogni del tuo corpo e della tua mente di riposo e di serenità.

Vivo la coppia se comunico non solo il mio disagio, ma soprattutto gli interessi, i desideri, i sogni, le cose che per me contano e li condivido con te, mentre tu fai lo stesso con me;
…e insieme siamo disponibili a spingerci in territori sconosciuti, in acque mai navigate come la ricerca spirituale, la condivisione di un gruppo, un viaggio significativo.

Vivo la coppia se tutto questo che ti ho detto non diventa, nell’immaginario o nella realtà, un programma che trascura l’istante, il qui ed ora, il te e me reali;
se i timori e gli insuccessi non diventano causa di isolamento, ma opportunità per sentirci più vicini;
se possiamo chiederci perdono reciprocamente senza doverci vergognare di noi stessi, consapevoli che il “ti amo” che ci diciamo si colora di tutte le diverse sfumature del nostro essere “umani”.